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Moxibustione

La Moxibustione come l'ipertermia

Ho preso spunto per questo argomento da un articolo uscito tempo fa sulla rivista scientifica "Ippocrateios", dove eminenti colleghi, specializzati nella fisioterapia classica, hanno parlato di un trattamento per le affezioni del tendine di Achille con l'uso dell'ipertermia e del massaggio.
Con questo lavoro (che si avvale di diversi casi trattati e risolti) gli autori hanno inteso verificare la reale incidenza dell'ipertermia, quale strumento terapeutico per risolvere le tendinopatie a carico dell'achilleo, unitamente alla massoterapia, la quale rappresenta uno dei più validi ausili terapeutici, soprattutto nell'ambito dei trattamenti dei tessuti molli.
L'ipertermia è (come definiscono gli aa.) un'attrezzatura altamente tecnologica in grado di instaurare, in una specifica zona corporea, un ciclo termico specifico e ben definito per sito e patologia, caratterizzato da un aumento significativo e prestabilito della temperatura del distretto interessato.
A differenza delle altre apparecchiature di termoterapia, l'ipertermia consente il controllo della distribuzione della temperatura in tutta la regione trattata, riscaldando in profondità e raffreddando i tessuti superficiali,
per tutta la durata della seduta.
La terapia con l'ipertermia consiste in un ciclo di sedute, il cui numero, cadenza e durata sono determinati dall'obiettivo terapeutico.
Quanto appena affermato comporta, di conseguenza, che nella singola seduta di ipertermia i tessuti interessati debbono essere portati e mantenuti entro una data fascia di temperature, secondo requisiti precisi, temperature che arrivano nella zona bersaglio in profondità(<5cm) tra i 42°e 45°C e mantenendo come detto prima la superficie a temperature inferiori a 39°C.
L'ipertemia conseguente prodotta, accelera e migliora in maniera significativa la riparazione di tessuti tendinei e muscolari soggetti a patologie sia acute che croniche, accelerando specifici meccanismi di difesa, che inducono un incremento, sia dell'apporto ematico proveniente dal cuore, sia del diametro dei vasi sanguigni esposti al trattamento
Per quanto riguarda la massoterapia nel caso specifico delle tendinopatie dell'Achilleo, interessa il gruppo muscolare del polpaccio con manovre di sfioramento, frizione ed impastamento, oltre a manovre di frizione digitale, effettuate nella regione tendinea, con trattamenti anche del piede, che risente in modo sostanziale delle alterazioni funzionali derivanti da questa tendinopatia.
Riprendendo la trattazione di questo articolo, e dopo essermi soffermato sulle considerazioni dell'uso dell'ipertermia e del massaggio su queste patologie, nella fisioterapia classica, volevo comparare un metodo da me elaborato e messo in pratica di Medicina Tradizionale Cinese (MTC), che utilizza sempre del calore, sotto forma di moxibustione, delle tecniche di massaggio tradizionale cinese detto anche tuinà, e una micro percussione con un piccolo attrezzo, chiamato martelletto o più precisamente ago a fiore di prugno, perché fornito di una punta con sette piccoli aghi.
Il trattamento è stato applicato su tutta la parte posteriore dell'arto inferiore, in modo particolare lungo il percorso dei muscoli gemelli e gastrocnemio, sino al tallone ed oltre, usando prima il massaggio con tecniche di sfioramento con il palmo, di pressione circolare e scivolamento, di afferramento con tutta la mano e con il pollice, di rotolamento, per seguire poi con delle tecniche di percussione e finendo con della pressione circolare del pollice su determinati agopunti.
Si passa poi all'ago cutaneo(chiamato anche martelletto) o ago a fiore di prugno, picchiettando l'arto inferiore (movimento non troppo veloce) dalla fossa poplitea fino al tallone su tre linee parallele.
A questo punto si usa la tecnica della moxibustione, questa tecnica che risulta essere la più semplice, ma anche la più antica e la più efficace, si esegue avvicinando all'arto un sigaro di moxa acceso(poi specificheremo di che si tratta), alla distanza più sopportabile al nostro paziente, partendo dal gluteo fino al tallone, con movimenti,piuttosto lenti che vanno dall'alto in basso.
Che cos'è la moxibustione ? Le proprietà terapeutiche del calore sono note fin dai tempi più antichi, l'uomo ebbe modo di sperimentare il senso di benessere causato dal tepore del sole prima ancora che venisse scoperto il fuoco. Moxibustione ed Agopuntura si svilupparono di pari passo, esistono prove in Cina che circa 10.000 anni fa, insieme alle tecniche di agopuntura praticata con pietre appuntite, la cauterizzazione con il calore veniva applicata con ramoscelli secchi, carbone, bastoncini d'avorio, zolfo, ma con il passare del tempo, le più popolari, divennero le foglie seccate di artemisia vulgaris.
L'Artemisia vulgaris è molto diffusa in Estremo Oriente e in gran parte dell'Europa. Di solito le foglie lasciate seccare al sole venivano sbriciolate fino ad ottenere una consistenza simile ad un tabacco trinciato sottile.
In seguito erano applicate ai punti di agopuntura e su altre aree del corpo,quindi, dopo aver dato loro fuoco, si lasciavano bruciare fino a che il calore diventava insopportabile, scoprendo così le proprietà cauterizzanti di questa pianta.
Nonostante, nel corso dei secoli, la moxibustione sia stata utilizzata in modo efficace per alleviare diverse malattie, non sono stati fatti molti progressi per fornire una spiegazione precisa ed esauriente dei suoi meccanismi. I benefici di questa tecnica agiscono indubbiamente a livelli diversi e in ultima analisi può non essere necessario operare una distinzione, dobbiamo tenere presente che la medicina occidentale non è più razionale di quella cinese, semplicemente è più analitica. La terminologia e i concetti possono essere diversi, ma è possibile avvicinarsi ad una soluzione comune da direzioni opposte.
La principale risposta alla moxibustione è quella data dal corpo durante e dopo una qualsiasi applicazione localizzata di calore: una vaso-costrizione iniziale seguita da una vaso-dilatazione. Se l'applicazione del calore è prolungata o ripetuta, come con la moxibustione diretta, o con un'altra tecnica di stimolazione forte (ipertermia), si ha una liberazione di tossine tessutali ed un effetto contro-irritante. I principi della contro-irritazione sono stati in qualche modo trascurati nella terapia moderna. Questo meccanismo si comprende meglio nei termini del concetto della Sindrome Generale di Adattamento (SGA) di Selye.
Secondo Selye uno stressare o agente stressante che agisce sul corpo dà il via ad una reazione d'allarme che attraverso l'eccitamento del sistema nervoso simpatico e della midollare surrenale porta ad uno stadio di resistenza poiché il meccanismo di difesa del corpo inizia a funzionare. Si ha una liberazione di ormoni minera-cortico-surrenali, che localizzano lo stressare provocando una reazione infiammatoria, e di idrocortisone, un glucorticoide che ha funzione di protezione dei tessuti. Il dolore in qualsiasi parte del corpo di solito si evolverà verso una reazione d'allarme, ma se è prolungato porta ad uno stato di esaurimento. L'inizio di una rinnovata SGA tramite uno stressare che colpisce un altro sito riattiva i meccanismi difensivi con un effetto benefico.
Il trattamento da me elaborato comprende circa 10 sedute tre volte la settimana con un eventuale ripetizione o mantenimento nelle settimane successive.
A questo punto bisognerebbe analizzare i pro e i contro delle tecniche visto che l'effetto sulle varie patologie sembra essere lo stesso.
Sicuramente la tecnica cinese è più antica o comunque deriva da conoscenze tradizionali con un esperienza millenaria ed estrapolata a secondo i casi e le necessità, mentre l'ipertermia è una tecnica moderna ancora in via di sviluppo e perfezionamento.
Tale tecnica è certamente meno elaborata e di semplice esecuzione, non richiede l'intervento diretto del fisioterapista e non provoca traumi al paziente, la tecnica con la moxa invece richiede la conoscenza della MTC e l'uso delle sue tecniche e strumenti, una durata maggiore del trattamento e qualche possibile piccolo fastidio (al paziente) nel praticare le varie applicazioni. E allora perchè praticarlo se ha tutte queste controindicazioni?
Certamente questo il trattamento più elaborato e particolare ha anche la caratteristica di abbassare i costi, visto che una macchina per ipertermia ha prezzi piuttosto alti e qualche problema di ingombro, e soprattutto se male posizionata e impostata può provocare problemi tessutali, ma l'efficacia deriva anche da un trattamento che si può adattare su ogni persona, mediando sia con l'intensità che con la durata le varie metodiche descritte e ritrovando così un rapporto operatore-paziente più diretto, che fa attenzione alle necessità per un migliore recupero funzionale.
Naturalmente ogni fisioterapista ha una propria estrazione culturale ed esperienza lavorativa e conoscendo i due trattamenti e le proprie possibilità, sicuramente, può scegliere il migliore e più adatto ai vari casi che gli si propongono davanti, personalmente visto la mia semplice esperienza, e non avendo una vera casistica rispetto all'ipertermia credo che il trattamento di MTC, sia tra i due quello più efficace e più duraturo nel tempo e che comunque rispetti l'uomo nella sua integrità, sviluppando, come tutte le medicine olistiche, una capacità di autorecupero.
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Marcello Riccomini
Dr. in Scienze Motorie e Fisioterapia


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